Viaggi tra le righe - Blog di Viaggi di Antonio Rotundo

mercoledì 31 dicembre 2014

Suppershare, startup "social eating" anti-Gnammo

Suppershare

Suppershare è una piattaforma promossa da Slow Food, che mette in contatto utenti privati che propongono un pranzo o una cena a casa loro con altri utenti privati disposti ad acquistare un posto a tavola. Suppershare ha il patrocinio dell'Università degli Studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo (Cuneo), ed è ciò che la differenzia dalle altre piattaforme, perché mette a disposizione dei founders un network di persone provenienti da 73 Paesi, particolarmente interessate al cibo e a determinati valori legati alla sua coltivazione, produzione e consumo. I founders di Suppershare sono due giovani studenti dell'Università degli Studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo (Cuneo), Valerio 24 anni, brindisino, e Alessandro 22 anni, residente a Milano. I due founders hanno cominciato a pensare a una piattaforma di social eating e ne hanno subito parlato con Carlo Petrini, fondatore e presidente dell’associazione internazionale no profit attiva in 150 Paesi, nonché presidente dell’Università di Scienze gastronomiche


Suppershare in pillole


I due founders hanno deciso di acquistare una piattaforma già esistente, per poi applicare ulteriori specifiche. La scelta è caduta proprio su Suppershare, fondata a San Francisco da italiani residenti nella città statunitense, Roberto Scaccia e Nicola Lioce. Uno dei founder specifica come per una volta qualcosa che è nato all’estero, sta mettendo radici in Italia. Invece delle solite fughe aziendali a cui si è abituati. Suppershare sta seguendo il percorso tipico di ogni startup che si rispetti: investimento iniziale di tasca propria, lavoro 24 ore su 24 sette giorni su sette, contatti in corso con potenziali investitori e aziende interessate a partnership. Nel frattempo ai due si è aggiunto un terzo socio: Maurizio Chisu, bocconiano che ha successivamente conseguito un double degree a Shangai. Suppershare è stata presentata a Luglio, nel loft milanese Lovethesign, startup di e-commerce dedicata all'home design, con una serata a base di design, cibo e socialità, con materie prime fornite da Eataly.


Sviluppo di Suppershare


Suppershare nonostante sia operativa, è ancora in una fase iniziale, infatti sono previste ulteriori 7 diverse funzionalità inedite e mai utilizzate dagli altri competitors del settore, che dovrebbero uscire nel mese di febbraio.
Ma si intuisce che alla base, c’è un progetto radicato nell’ecosistema Slow Food. Ovvero gli utenti avranno a che fare con piccoli produttori, economia locale, tradizione. Esiste una rete all’interno dell’Università che consentirà di raggiungere milioni di persone in tutto il mondo. I founders stanno già pensando di coinvolgere i loro colleghi universitari stranieri in modo da diventare ambasciatori di Suppershare nel loro Paese d'origine, in modo da fare ad esempio un suppershare.birmania o suppershare.uganda. I founders sono al lavoro per portare la piattaforma in altri 5 Paesi a partire dal prossimo anno, in primis Usa, Spagna e Argentina.

Non ci resta che fare un in bocca al lupo a Suppershare e dire: il pranzo è servito.

Fonte: EconomyUp 

lunedì 22 dicembre 2014

Reepeto Reepeto Reepeto per imparare!


Reepeto


Reepeto è un motore di ricerca per le ripetizioni che offre la possibilità di trovare docenti e scuole in maniera semplice, rapida e gratuita. In Reepeto basta selezionare il livello scolastico, la materia ricercata e la propria posizione, per far apparire su una mappa i docenti più vicini al punto indicato dall’utente; in aggiunta, l’elenco dei risultati può essere ordinato secondo la distanza, il prezzo e i feedback. Reepeto è stata fondata da tre studenti di 23 anni dell’Università La Sapienza di Roma: Edoardo Bartoli (Economia), Francesco Bastia (Ingegneria) e Filippo Loggi (Economia).



Funzionamento


Il funzionamento di Reepeto è veramente semplice. Basta inserire il proprio livello, la materia e la posizione per effettuare una ricerca. La ricerca troverà i docenti e le scuole più vicine all'utente posizionandoli su una mappa (geotag). Al di sotto della mappa si potranno trovare l’elenco di tutti i risultati visualizzati sulla mappa. I filtri e la ricerca avanzata consentiranno di trovare la propria ripetizione ancora più facilmente. I feedback su Reepeto sono un elemento per accertarsi della qualità del docente/scuola. Chi vorrà dare ripetizioni potrà registrarsi gratuitamente come docente e creare il proprio profilo. Allo stesso modo si potranno registrare anche le scuole private creando un vero e proprio “mini-sito”. Chi offre ripetizioni potrà essere contattato tramite telefono o tramite email

L’idea


Reepeto è nata un giorno nel mese di Aprile, come dichiarano loro stessi: "ci siamo messi a tavolino e abbiamo deciso di dar vita a qualcosa che potesse unire il lavoro con l’amicizia. Quasi subito, abbiamo capito che potevamo/dovevamo concentrarci nel mondo delle ripetizioni, poiché era evidente l’assenza di alcun tipo di organizzazione e trasparenza. Attraverso riflessioni, discussioni e pareri altrui, abbiamo modificato più volte il nostro progetto, fino a quando non abbiamo trovato la formula ritenuta migliore. Il nome Reepeto richiama la parola ripeto, ma con una sfumatura originale con l'aggiunta della e"


Obiettivo di Reepeto


L'obiettivo di Reepeto è quello di diventare uno standard nazionale nel campo della ricerca delle ripetizioni, permettendo da un lato, agli studenti di trovare lezioni private al miglior rapporto qualità/prezzo/distanza in maniera completamente gratuita, dall’altro di dare la possibilità a chi vuole offrirle, di sfruttare il sito, per essere facilmente notati e contattati. Tutto questo superando la maniera classica: annunci cartacei, annunci online, passaparola, che rischiano di perdersi nella moltitudine di siti e annunci presenti. Reepeto consentirà a docenti professionisti, studenti più avanzati e scuole private di esporre i loro servizi, tramite profili e mini-siti, in maniera completa e soprattutto organizzata. Noi siamo il loro “biglietto da visita”.


Le difficoltà

 

Dalla lunga chiacchierata con Filippo Loggi ho intuito che le difficoltà non sono state poche, infatti come lui stesso mi ha dichiarato: "sono state certamente legate all’ideazione e alla realizzazione del sito: renderlo chiaro, funzionale e facile all’utilizzo; opera che è stata sicuramente ardua e ha richiesto diversi mesi, ma questo non vuol dire che sia finita, anzi, già stiamo pensando ai futuri sviluppi. Le difficoltà maggiori tuttavia sono state senza dubbio quelle riguardanti l’entrata nel “vero” mondo del business, quindi parliamo ad esempio della costituzione di una società, il piano di marketing e la registrazione del marchio. Queste sono solo alcune delle difficoltà affrontate e superate visto che non siamo stati appoggiati da nessun incubatore. Ma proprio l’esserci tirati su da soli, senza aiuto di acceleratori di start up, ci ha permesso di fare subito molta esperienza, e di accelerare il processo di crescita interiore, nel senso che siamo stati catapultati direttamente dentro “la giungla del mercato” senza nessun tipo di protezione/sostegno da parte di questi soggetti a cui molte start up, solitamente si affidano per diminuire i rischi d’impresa. Questo ha significato che tutte le spese sostenute, sono uscite dalle nostre tasche, implicando che ogni errore commesso, lo avremmo pagato noi in prima persona.
Ma questo, ci riempie di orgoglio e crediamo che alla lunga ripagherà ogni singolo sforzo. Certo non ci sarebbe dispiaciuto sfruttare i capitali e le molteplici risorse, soprattutto dal punto di vista della visibilità che gli acceleratori ti mettono a disposizione, ma alla fine, l’importante è credere in questo progetto e queste cose, se tutto va bene, verranno da sole. Quello che diciamo sempre è: ciò che conta è il dipinto, non la cornice.”

Non mi resta che augurarvi tanta fortuna ragazzi e trasformate sempre le vostre idee in Progetti Vincenti.


Fonte: Edoardo Bartoli, Francesco Bastia e Filippo Loggi


Video Presentazione Reepeto (link)

 



sabato 13 dicembre 2014

VolareWeekend: viaggiando risparmiando!

VolareWeekend

VolareWeekend è una start up italiana fondata da Ciro Chierchia, Carmelo Crea e  Sandro Trapella. VolareWeekend è un portale online che confronta le offerte diverse già esistenti, quindi non è un'agenzia di viaggi. VolareWeekend crea una lista unificata di risultati e permette così di avere un quadro completo di mete e prezzi. Non applica commissioni, VolareWeekend reindirizza, una volta scelta l'offerta, direttamente al sito che la propone, senza nessuna quota d'iscrizione. L'obiettivo dei fondatori è quello di aiutare i viaggiatori a trovare le soluzioni migliori per spostarsi, risparmiando tempo e denaro. 


Tipologie d'interrogazione


Le tipologie d'interrogazione sono quattro:
  1. sapere quando ma non dove viaggiare. In questo caso VolareWeekend suggerirà delle mete in base al motivo del viaggio, visualizzando le destinazioni che più di altre possono fare al caso; 
  2. sapere il dove ma non il quando viaggiare. In questo caso VolareWeekend consiglierà sul periodo migliore o sul momento giusto per risparmiare; 
  3. non sapere quando né dove viaggiare. In questo caso VolareWeekend potrebbe far conoscere un posto nuovo all'utente ancora non conosciuto, semplicemente perché conviene così tanto da non poter rifiutare; 
  4. sapere quando e dove viaggiare. In questo caso VolareWeekend aiuterà a scovare la migliore offerta confrontando i diversi siti di booking.


Punti di forza di VolareWeekend

 

I punti di forza di VolareWeekend sono la ricerca libera e il vincolo di budget. È un'architettura simile a quella di Google, non è obbligatorio inserire date e prezzi. 
I fondatori spiegano che se, ad esempio, si digitano le parole "vino" e "Francia", appariranno tutte le località francesi  in cui nelle settimane successive si potranno degustare vini.
Oppure se si ha un limite di budget, ad esempio di 300 euro per l'intera vacanza, si visualizzeranno in un'unica pagina tutte le destinazioni visitabili a quel prezzo. E se, nell'elenco non ci sarà la meta dei sogni, sarà un algoritmo interno a VolareWeekend che, sulla base delle ricerche e delle prenotazioni effettuate dagli altri utenti, suggerirà soluzioni alternative tra le più gettonate a quella cifra.
Un ultimo punto di forza, sicuramente è il blog  interno al sito, dove si possono trovare notizie e curiosità sul mondo, novità ed eventi dalle città, speciali e reportage, recensioni curate dagli stessi utenti per individuare la meta giusta al momento giusto.


 

Fare delle proprie idee dei Progetti Vincenti, sempre e comunque.


Fonte: La Repubblica.it

mercoledì 3 dicembre 2014

Unipiazza Digital Fidelity Platform

Unipiazza

Unipiazza è una stratup padovana che promuove le attività commerciali e fidelizza i clienti con prodotti omaggio e riconoscimenti speciali, che ha già ottenuto il patrocinio del Comune di Padova. Unipiazza è stata creata da sei ragazzi con età compresa tra i 23 e i 27 anni. L'idea è partita da due amici: l'informatico, Edoardo Parisi, e il commerciale, Stefano Tassinari. Il servizio è accessibile a tutti da ottobre ed è inoltre possibile scaricare sia l’app Android che iOS.


Funzionamento...

Gli utenti, per ogni euro speso in un’attività convenzionata, accumulano 10 gettoni, con i quali possono accedere a diversi premi decisi dall’attività stessa.
"Ad esempio: con 70 gettoni ottieni un caffè omaggio, con 150 uno spritz, con 400 una caraffa birra, etc."
Gli utenti possono scegliere se spendere i gettoni per ottenere subito il premio o raccoglierne altri per raggiungere quello fascia superiore.
L'accredito dei gettoni avviene tramite ad uno speciale Pass Unipiazza consegnato (gratuitamente o ricevuto durante i numerosi eventi) agli utenti. Ogni volta che l’utente raccoglie gettoni o ottiene un premio in un’attività, viene creato automaticamente un check-in visibile agli amici che lo seguono su Unipiazza.
Le diverse attività convenzionate e le relative promozioni, si possono trovare dagli utenti all’interno del portale o dell’App su Smartphone.
Alle attività convenzionate viene consegnato il Kit Unipiazza che contiene una guida utilizzo, degli adesivi, ed uno speciale smartphone in grado leggere il pass degli utenti ed accreditare i gettoni in maniera veloce e sicura.
I gestori dei locali così potranno monitorare e analizzare in tempo reale i dati dei loro clienti tramite il loro account privato, inoltre potranno raggiungere direttamente i propri clienti tramite una notifica “push” dall’applicazione Unipiazza stabilendo così un canale diretto per comunicazioni e promozioni personalizzate.
Il costo per le attività commerciali è proporzionale ai risultati commerciali che Unipiazza porta all’attività.

Fonte:  idea stratup

Video presentazione Unipiazza



mercoledì 26 novembre 2014

Bircle, un viaggio senza barriere

Bircle

Bircle è un'applicazione mobile e web che funziona da guida turistica per le persone colpite da disabilità motoria, grazie alla quale è possibile individuare le città e i monumenti più accessibili e i siti in cui sono disponibili servizi ad hoc, capaci di rendere la vista più agevole. Bircle è nata dall'idea di Andrea Landini e Marcello Coppa e successivamente si sono aggiunti al progetto Giuditta Bianca Lurà, Daniela Runchi e Alessandro Poloni. Bircle è promossa da Changemakers, il programma di accelerazione di impresa pensato per giovani talenti under 30 che vogliono cambiare il mondo. Si tratta di una iniziativa Telecom Italia e Expo Milano 2015.

L'idea...

L'idea prevede che ogni guida sia realizzata da esperti, come disability manager o associazioni e grazie a una modalità crowdsourcing (un modello di business nel quale un’azienda o un’associazione affida la progettazione, la realizzazione o lo sviluppo di un progetto, oggetto o idea ad un insieme indefinito di persone non organizzate precedentemente) anche dagli stessi utenti, utilizzando un sistema di rating degli edifici basato su un linguaggio universale che permette ai disabili motori e ai loro accompagnatori di valutare e consultare il grado di accessibilità dei luoghi per trovare strutture e servizi adeguati alle proprie esigenze. Ogni disabilità richiede delle esigenze diverse: un locale con due scalini può essere considerato accessibile da una persona che ha difficoltà a camminare e si muove con il bastone, ma per chi è sulla sedia a rotelle lo stesso locale può rivelarsi assolutamente inaccessibile.
Le difficoltà non sono state poche, come ad esempio svolgere un’indagine di mercato precisa, la fatica a recuperare dati precisi relativi alle persone con disabilità motoria sia in Italia che a livello internazionale. Dal punto di vista tecnico invece la difficoltà principale è stata la creazione di un sistema di valutazione che potesse essere specifico ma allo stesso tempo intuitivo. Un'ulteriore problema è stato quello di cercare di conciliare lo sviluppo di un sistema di valutazione dei luoghi che potesse essere intuitivo e quindi facilmente utilizzabile da parte dell’utente, ma allo stesso tempo, abbastanza specifico da rispondere alla necessità di ottenere informazioni dettagliate relative alle esigenze delle diverse tipologie di disabilità.



Fonte: Dismappa



Intervista ad Andrea Landini




sabato 22 novembre 2014

Marco Guadagnini, piccolo investimento grande guadagno

Marco Guadagnini

Marco Guadagnini, con un investimento iniziale di 2mila euro nel 2011, è riuscito a fatturare nell'ultimo anno 1 milione di euro. Vi chiederete come? Vendendo integratori alimentari e prodotti dietetici
Marco Guadagnini è un 22enne di Bolzano, ha due negozi a Trento, un centro benessere e un'attività in franchising ad Ancona. Marco Guadagnini ha abbandonato gli studi subito dopo la maturità per dedicarsi alla sua grande passione: il ciclismo, diventando un ciclista professionista. E' proprio grazie alla sua passione che ha maturato la sua idea di business, quella di aprire un'attività per la vendita di integratori alimentari essendone anche un consumatore e conoscendo le difficoltà di reperibilità di tali prodotti.
Apre il primo negozio con 2mila euro, soldi spesi per i primi rifornimenti e per la creazione della società, una Srl. Marco Guadagnini ha preso un negozio in affitto in un centro commerciale, è riuscito a strappare un accordo con il proprietario per avere un affitto non troppo elevato per i primi periodi, per poi alzarlo con la crescita dell’azienda. Anche con i fornitori è riuscito a contrattare condizioni favorevoli, soprattutto con pagamenti a 60 giorni.

Non è stato tutto semplice...

Marco Guadagnini solo per avere una licenza ha dovuto aspettare qualche mese in più rinviando l’apertura del primo negozio. Un altro rallentamento, come penso per tutti gli imprenditori, è stato ottenere la fiducia delle banche. Ma grazie al suo spirito sportivo non si è perso d'animo e ha continuato a "correre".
Il salto di qualità Marco Guadagnini l'ha ottenuto quando nei primi mesi, si è reso conto che il vero business non era quello degli integratori alimentari per via della clientela ristretta ai soli sportivi e quindi Marco Guaganini decise di allargare la sua attività ai prodotti dietetici. L'80 per cento dei suoi prodotti sono importati dall'Italia e dalla Francia sono acquistati prodotti che rivende con un suo marchio. 
Marco Guadagnini ogni anno reinveste tutto quello che guadagna in nuove idee per diversificare l’attività, come il centro benessere utilizzato anche per la vendita dei prodotti dietetici, oltre che per l'insegnamento della cura del corpo e del stare in forma.

Fonte: Millionaire

mercoledì 19 novembre 2014

Pasquale Polosa, innovando con la tradizione

Pasquale PolosaPasquale Polosa

Pasquale Polosa ha 28 anni, è laureato in scienze motorie e vive a Oppido Lucano in Basilicata. E' tra i vincitori dell'Oscar Green 2014, la competizione che Coldiretti dedica ai giovani innovatori del mondo agricolo. Pasquale Polosa ha lasciato il lavoro da personal trainer a Roma e ha deciso di tornare in Basilicata per fare l’agricoltore, avviando la coltura della canapa.
Per Pasquale Polosa l’agricoltura è un mondo che suscita entusiasmo, coinvolgimento e forte interesse grazie anche alla riscoperta delle tradizioni locali, dell’ambiente e del territorio.
Pasquale Polosa lavorava e studiava a Roma ma voleva tornare a uno stile di vita sano e a contatto con la natura e con le sue origini, riprendendo antiche colture e avviando processi di cooperazione sul territorio.
Pasquale Polosa insieme a Giuseppe Mancuso ha deciso di puntare sul ripristino di un’antica tradizione, quella della coltivazione della canapa, una tradizione ormai dimenticata. Proprio a Oppido Lucano esiste un luogo che prende il nome di Canapaio, perché nel paese si producevano tessili, carta e corde derivate dalla pianta. Fù vietata durante il periodo fascista, poi sostituita dalle fibre sintetiche e infine iniziò a sparire. Adesso sta rinascendo grazie a lui.


La piantagione

La piantagione di Pasquale Polosa si estende tra Oppido Lucano e Genzano. Dalla spremitura a freddo del seme l’azienda ricava olio e farina per la produzione di biscotti, pane, pasta, cioccolato. Ma ciò che sta facendo Pasquale Pelosa è una vera e propria rivoluzione culturale che punta a introdurre e promuovere nuovi processi produttivi in Basilicata. Pasquale vuole portare i giovani e meno giovani a riscoprire aspetti connessi alla coltura, alla lavorazione e alla commercializzazione della canapa
Investe 30mila euro e inizia con i primi prodotti: farina e olio, crea anche un sito e-commerce. Da un'estensione di 4 ettari è arrivato a possedere più di 10 ettari. Con l’associazione Assocanapa informa, Pasquale Polosa sostiene e offre assistenza agli agricoltori Lucani che hanno intenzione di sfruttare la coltivazione della canapa, come alternativa alle colture tradizionali, che offre tanti benefici dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Grazie al coinvolgimento di agricoltori, produttori, trasformatori e artigiani sta prendendo forma una filiera corta per l’utilizzo del seme e degli altri derivati della canapa. Insomma Pasquale Polosa sta dando vita ad un progetto che da speranza al territorio Lucano.




Fonti: Land of Stories, Millionaire