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lunedì 6 novembre 2017

Conversazioni sul futuro: Artigeni digitali Made in Sud

 

Conversazioni sul futuro: Artigeni digitali Made in Sud

Dal 26 al 29 ottobre si è svolta a Lecce la quinta edizione del festival "Conversazioni sul Futuro". Quattro giorni di workshop, incontri, lezioni, laboratori e dibattiti, con oltre 90 appuntamenti disseminati in 20 location della città e più di 200 relatori coinvolti.
Il festival ha accolto inoltre, una presentazione del Maker Faire di Roma, il Climathon Lecce, l'Omofobi del mio stivale (una manifestazione contro l'omofobia e sui diritti civili), il Cinema sul Futuro, l'Officina dei Bambini e delle Bambine e una serie di incontri dedicati al mondo dell'impresa al Sellab.

Artigeni digitali Made in Sud

Sabato 28 ottobre, presso la Fondazione Palmieri di Lecce, si è tenuto l'incontro Artigeni digitali Made in Sud, ideato e curato dal giornalista e storyteller Giampaolo Colletti.
Sono intervenuti alla discussione Mariarita Costanza (Macnil Gruppo Zucchetti), Antonio Perdichizzi (Italia Strtup), Damiano Pietri (presidente giovani confartigianato), Leo Piccinno (presidente Coldiretti Lecce), Valentina Fragassi (segretaria Cgil Lecce), Giancarlo Negro (presidente Confindustria Lecce) e alcuni artigeni: Luciano Barbetta (presidente del Politecnico del Made in Italy), Jessica Gastaldo (designer/maker - AmenoStudio), Raffaella Ferreri (VinOled) e Stefano Caccavari (Mulinum - Il primo mulino dei contadini). Dall'incontro sono emersi alcuni spunti interessanti:
  • "Innovare significa aprire la mente", senza un cambiamento culturale non ci può essere innovazione;
  • "Per ogni azienda è fondamentale fare sistema", unirsi con altre realtà coinvolgendo altre aziende private e pubbliche;
  • "Il mondo del  lavoro è cambiato", non esiste più il posto fisso (c'è bisogno di dinamicità).

Giovani startupper

Tra gli artigeni, due progetti mi hanno particolarmente colpito: quello di Stefano Caccavari e di Raffaella Ferreri.
Stefano Caccavari è un ragazzo di 28 anni che a San Floro, piccolo paesino della Calabria a vocazione agricola, ha realizzato il progetto Orto di famiglia. Grazie a tale progetto, le famiglie di Catanzaro hanno la possibilità di mangiare in modo sano le verdure di stagione coltivate in un terreno dato loro in affitto. Oggi invece si è lanciato nel progetto Mulinum che ha l'obiettivo di riportare in Calabria la filiera dei grani antichi e rilanciare il proprio territorio a partire dall'agricoltura.
Ha acquistato l'ultimo mulino in pietra rimasto nella sua regione, grazie ad un crowdfunding su Facebook che gli ha permesso di raccogliere in soli 90 giorni 500.000 euro, esclusivamente da investitori privati.

Raffaella Ferreri è la CMO e CO-Founder di VinOled, una start up leccese che produce un kit tecnologico pensato per rendere smart tutte le borse e le valigie, in quanto è dotato di luce che si accende per illuminare l'interno, caricabatteria wireless per smartphone e device, GPS per geolocalizzare il prodotto in caso di furto o smarrimento, e tasto SOS per inviare un messaggio di allarme in caso di pericolo o emergenza. L'idea nasce da un'analisi delle necessità lavorative e sociali del XXI secolo, che ha evidenziato un gap tra il mondo della moda e l'internet of Things. Questo gap non è stato ancora colmato dagli attuali produttori di borse, che possono utilizzare l'IoT per offrire nuove funzionalità in un accessorio dall'uso quotidiano e rispondere ai nuvi bisogni della clientela.
Nel 2014 l'idea di partenza fu creare una borsa tecnologica a seguito di una brutta esperienza della CEO Vanessa Coppola. Una sera si accorse di essere inseguita ed a causa del cellulare spento e del buio non riuscì a trovare prontamente le chiavi della sua auto o a chiamare soccorsi.
Fortunatamente non accadde nulla, ma quella notte le cambiò la vita, in quanto decise di creare un prodotto che possa migliorare la vita di tutti partendo da un accessorio che appartiene alla quotidianità di tutti.

lunedì 18 settembre 2017

EpiCura, la startup della fisioterapia a casa

Epicura - Progetti Vincenti

EpiCura, la startup della fisioterapia a casa

 

Epicura è una piattaforma digitale che mette in contatto professionisti e pazienti che necessitano di prestazioni domiciliari, garantendo un servizio 24h su 24. 
La piattaforma permette ai professionisti di combinare al meglio i propri appuntamenti costruendo una base stabile di pazienti, risparmiando così i costi di affiliazione e di studi privati. 
Gli ideatori sono tre ragazzi torinesi: Alessandro Ambrosio, Gianluca Manitto e Alessandro Picatto. La società fondata il 15 giugno 2017 ha condotto una prima fase di test a Torino, riscuotendo successo e da luglio è attiva anche a Milano. Il primo obiettivo dei fondatori è quello di estendersi su tutto il territorio italiano e successivamente anche all'estero. La rete di professionisti oggi conta più di 50 iscritti ed è in crescita costante.

Progetto e beneficiari

EpicuraIl progetto è sviluppato in ambito digital healthcare & homecare e coinvolge diverse fasce d'età che necessitano di servizi domiciliari. I settori di intervento sono numerosi: neurologico sportivo e muscolo scheletrico; ci sono inoltre osteopati specializzati nel trattamento di patologie pediatriche.
I beneficiari del servizio sono anziani, persone infortunate che non possono muoversi e lavoratori con poco tempo per recarsi in studio a farsi trattare dal professionista.

SocialFare, Foundamenta#3

La startup da aprile 2017 è accelerata e seguita da SocialFare, il primo centro per l'innovazione sociale in Italia. Nell'ultimo batch del programma di SocialFare, Foundamenta#3, ha aperto un round di investimento che ha già raccolto 105 mila euro da investitori privati. La scadenza di Foundamenta#3 è fissato per il 30 settembre, ma i ragazzi di Epicura sono già pronti per il successivo batch.
Il capitale raccolto sarà investito per lo sviluppo tecnologico e l'espansione nel nord Italia. Nel mese di ottobre sarà lanciata la nuova piattaforma online, che permetterà l'espansione in altre due città entro la fine dell'anno.


Fonti: StartupItalia e MeteoWeb

martedì 16 maggio 2017

Al via la quarta edizione di Startup Weekend Lecce (19-20-21 maggio)

Startup Weekend Lecce

Al via la quarta edizione di Startup Weekend Lecce (19-20-21 maggio)

 

Dopo il successo degli scorsi anni al via la quarta edizione di Startup Weekend Lecce, evento nato dal format americano di Silicon Valley e diffuso in tutto il mondo per trasformare le idee innovative in progetti d’impresa. 
Startup Weekend consiste in un laboratorio di attività di 54 ore progettate per fornire formazione ed esperienza superiore per chiunque sia interessato ad avviare una startup, o vuole conoscere gli aspetti fondamentali del "fare impresa".



Associazione The QubeStartup Weekend Lecce è organizzato dall’Associazione The Qube, in collaborazione con Europe Direct Salento, e si svolgerà nel fine settimana dal 19 al 21 maggio presso le Officine Cantelmo. L’avvio delle attività è previsto alle ore 16.30 di venerdì e conclusione domenica sera alle 20.00. 

Chi può partecipare a Startup Weekend Lecce?

  • Chi ha un’idea innovativa da validare;
  • Chi non ha un’idea, ma vuole imparare cose nuove;
  • Appassionati di marketing ed economisti;
  • Chi cerca un team;
  • Designers;
  • Imprenditori vogliosi di mettersi ancora in gioco;
  • Sviluppatori;
  • Chi vuole fare network prezioso. 
Ogni partecipante sarà coinvolto con la presentazione della propria idea in 60 secondi e si continuerà sviluppando il modello di business di quelle più valide attraverso lavoro in team, identificando i clienti ed il mercato di riferimento, costruendo un prototipo di base ed una strategia di penetrazione del mercato. L’evento terminerà domenica con le presentazioni dei vari progetti d’impresa davanti ad una giuria di imprenditori e investitori.  Tutti i partecipanti saranno supportati da mentori e consulenti, che condivideranno informazioni, buone pratiche, strumenti e metodologie attraverso un approccio pratico che vede come protagonisti i giovani e le loro esperienze.

Nella squadra di quest’anno annoveriamo nella figura dei Mentor: Viola Margiotta Amministratrice di Ecomet Logistic, Omar Amato Co-Founder e Lead Designer di Paradigma, Adriana Santanocito CEO e Co-Founder di Orange Fiber e tanti altri.

Al termine delle attività, una giuria nominerà i tre vincitori, che saranno incubati gratuitamente presso alcuni partner dell’evento. 

I premi per i tre vincitori


Primo premio Startup Weekend LecceSecondo premio Startup Weekend LecceTerzo premio Startup Weekend Lecce


Tra i giudici di Startup Weekend Lecce troveremo tra gli altri: Sebastiano Leo Assessore all’Istruzione Formazione e Lavoro Regione Puglia, Rino Scoppio Business Consultant e Andrea Filieri responsabile di Europe Direct Salento.

Durante lo #SWLecce ci saranno gli interventi come speakers di: Ettore Mario Peluso Groupama Assicurazioni Lecce, Lara Mastrogiovanni dell’Associazione WIP Work in Progress, Marco Cataldo Presidente delle Officine Cantelmo, e molti altri.

L’evento è riservato ai partecipanti che acquistano il biglietto per tutta la sua durata, ed è aperto a tutti esclusivamente durante la presentazione finale dei progetti degli stessi alla giuria domenica pomeriggio a partire dalle 17.00.
Per partecipare con una propria idea per tutto l’evento bisogna acquistare il ticket sulla piattaforma Eventbrite al seguente link: https://www.facebook.com/swlecce/?fref=ts
Tutte le novità sono condivise sulla pagina Facebook: Startup Weekend Lecce https://www.facebook.com/swlecce/?fref=ts
per scoprire il programma dell’evento cliccate su:
Altri contatti social: Twitter @swlecce e Instagram swlecce
Per info scrivere a: info@theqube.eu o telefonare a +39 3282351175

lunedì 20 marzo 2017

Il progetto Unicredit Start Lab e il Business Plan

Il progetto Unicredit Start Lab e il Business Plan

Lunedi 13 marzo 2017, presso la Mediateca delle Officine Cantelmo in Lecce, si è tenuta la presentazione del progetto Unicredit Start Lab, in collaborazione con l'associazione The Qube.
Obiettivo di tale progetto è quello di sostenere le Startup e le PMI innovative italiane, ovvero supportare i giovani imprenditori, l'innovazione e le nuove tecnologie.
Il progetto Unicredit Start Lap si rivolge a realtà costituite da non più di 5 anni (quelle con più di 5 anni saranno accettate con riserva), ad alto contenuto tecnologico e innovativo, a PMI innovative e a persone fisiche che vorranno presentare la loro idea imprenditoriale per cercare di trasformarla in azienda, in un arco temporale non eccessivamente lungo. Il termine ultimo per candidarsi è il 2 maggio 2017 ed è possibile partecipare collegandosi al sito di Unicredit Start Lab.
Gli ambiti di scouting del progetto sono quattro: 
  • Innovative Made in Italy (aziende nell'ambito dell'agrifood, la moda, il design, le nanotecnologie, la robotica, la meccanica e il turismo);
  • Digital (aziende nell'ambito dei sistemi cloud, hardware, app mobile, internet of things, servizi e piattaforme B2B e fintech);
  • Clean Tech (aziende nell'ambito dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili, della mobilità sostenibile e il trattamento dei rifiuti);
  • Life Science (aziende nell'ambito delle biotecnologie e farmaceutica, medical device, digital health care e tecnologie assistive).



Il Business Plan

Durante l'incontro si è parlato di un tema molto importante, che riguarda le strategie di un'azienda, la compilazione del Business Plan
Il Buisness Plan è un documento che illustra in modo qualitativo e quantitativo le strategie future di un'azienda e le azioni utili per raggiungere tali strategie. Solitamente copre un periodo che va dai 3 ai 5 anni e per questo motivo deve essere aggiornato periodicamente in maniera tale da aggiornare i risultati economici e finanziari dell'azienda e i possibili cambiamenti strategici.

Un Business Plan deve contenere:
  1. L'Executive Summary;
  2. La Società;
  3. I prodotti;
  4. L'analisi del settore;
  5. L'analisi del mercato;
  6. La strategia di marketing;
  7. La struttura del management;
  8. Il piano di realizzazione;
  9. I capitali necessari;
  10. Le informazioni finanziarie.
Senza dilungarmi troppo, ecco in breve un riassunto di tutti i punti ;-)
L'Executive Summary possiamo definirlo come la sintesi di tutto il progetto imprenditoriale, quindi è molto importante. Dovrà contenere una descrizione della compagnia, la mission, il management, il mercato di riferimento, la possibile clientela, le vendite... Insomma tutti i vari punti!
La società riassumerà gli obiettivi di breve e lungo periodo, i punti di forza e di debolezza e i fattori di successo.
I prodotti si indicherà quali sono i prodotti/servizi offerti, se sono già pronti oppure da realizzare (time to market) e le caratteristiche distintive.
L'analisi del settore dovrà contenere le motivazioni per cui i propri prodotti/servizi daranno un vantaggio competitivo sostenibile nel mercato.
L'analisi del mercato tratterrà il concetto della concorrenza e il posizionamento della società rispetto agli altri competitor.
La strategia di marketing conterrà i metodi di distribuzione dei prodotti/servizi e le strategie per ottenere questi obiettivi.
La struttura del management elencherà le varie figure che compongono il team, mettendo in risalto le varie esperienze. Costruire un'ottima squadra è già un buon punto di partenza per i potenziali investitori.
Il piano di realizzazione conterrà i tempi di inizio e di fine attività necessari per raggiungere gli obiettivi della società.
I capitali necessari indicheranno i fondi necessari al piano di sviluppo e la somma richiesta ai potenziali investitori, il timing di utilizzo dei fondi richiesti negli anni e quale parte di tali fondi sarà richiesto agli investiori e agli istituti di credito (compreso imporot, termini ed eventuali accordi di garanzia).
Le informazioni finanziarie è consigliabile presentarle con proiezioni quinquennali. Mensili per i primi due anni e semestrali per i tre successivi. E' molto importante inserire anche i dati finanziari storici.
Spero che questo post vi sia stato utile, ci becchiano nel prossimo Progetto Vincente ;-)




Fonti: Unicredit Start Lab e Officine Informative








giovedì 2 febbraio 2017

Nuovi requisiti per gli incubatori di Start up

Incubatore di Start up - Blog Progetti Vincenti
Nuovi requisiti per gli incubatori di Start up

Il nuovo decreto, entrato in vigore il 21 gennaio 2017, ha modificato il vecchio decreto del 22 febbraio 2013. I metri quadrati necessari per aprire un incubatore di Start up ora sono 500. Il decreto precedente ne prevedeva 400.
La revisione del decreto ha colto tutti alla sprovvista. Le critiche non si sono fatte attendere, specialmente su Facebook! La maggior parte degli incubatori si erano adeguati al vecchio decreto del 22 febbraio 2013. Ampliare un locale di 100 metri quadrati, non è una cosa semplice, nessuno ha la bacchetta magica. (una bella gatta da pelare)
E poi, a mio avviso, la capacità di incubare start up non dipende dalle dimensioni di un locale.
Un incubatore è un'azienda che ha lo scopo di aiutare altre aziende a trovare un mercato, a farsi conoscere, a crescere e trovare investitori.
Infine, oltre oceano abbiamo dei casi di incubatori che non dispongono di spazi dove lavorare. Quindi è un problema prettamente italiano...

Gli incubatori in Italia

Gli incubatori in Italia sono 36 (censiti da infocamere):
  • 3 in Emilia Romagna;
  • 4 in Friuli Venezia Giulia;
  • 4 nel Lazio;
  • 11 in Lombardia;
  • 2 nelle Marche;
  • 3 in Piemonte;
  • 1 in Sardegna;
  • 2 in Toscana;
  • 1 in Trentino Alto Adige;
  • 1 in Valle d'Aosta;
  • 4 in Veneto.
Vi allego la revisione del decreto 22 febbraio del 2013.

Decreto 22 febbraio 2013 - Blog Progetti Vincenti
Allegato

 Fonte: StartupItalia

mercoledì 23 novembre 2016

Facebook s-banca tutto!

Facebook bancaFacebook s-banca tutto!

La notizia è freschissima, dopo alcuni anni d’attesa, il caro vecchio Mark ha ricevuto il via libera da parte della Banca Centrale irlandese di operare come servizio di pagamento nei Paesi dell’Unione Europea.
Facebook potrà così emettere moneta elettronica e permettere agli utenti di trasferire soldi elettronici nei vari paesi dell'Unione europea, senza bisogno di avere autorizzazioni dai singoli paesi, di aprire un deposito sulla piattaforma del social network e di utilizzare il conto per fare acquisti online. Grazie a una società controllata, il cui nome non è stato ancora rivelato.


Facebook money transfer

Facebook money transferQuesta notizia apre nuovi scenari qui in Europa, siamo abituati a grandi trasformazioni da parte di Facebook. Potrebbe entrare nel settore dei trasferimenti all’estero, un mercato sicuramente molto appetibile visto i numeri da capogiro che circolano. Attualmente le principali  aziende in questo settore sono:

  •  Western Union;
  •  Money Gram;  
  • TransferWise.
Applicano tasse che vanno dall’8% fino al 29%, con il grande potenziale che ha Facebook potrebbe sbancare tutto offrendo tasse più basse e una user experience migliore attraverso le sue app già collaudate.
Il servizio di money transfer per gli utenti americani non è una novità, visto che possono già usufruire di questo servizio attraverso l’app di Messenger. Un servizio totalmente gratuito e molto semplice da usare, grazie anche alla partnership con PayPall.
.
Secondo una ricerca della società McKinsey, gli utenti che non usano servizi bancari nel mondo sono 2,5 miliardi, quindi Facebook potrebbe approfittarne e intercettare questa fascia di utenti. Intravedo tempi ancora più duri per le banche… 

Fonte: StartupItalia

Video Facebook money transfer