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giovedì 3 marzo 2016

Smart Bugs, un'idea che diventa farfalla

MacaKit

Smart Bugs, un'idea che diventa farfalla

Ho sempre parlato di Start up con progetti mastodontici, che volevano cambiare il mondo. Ebbene, oggi vi parlerò di un progetto che nel suo piccolo vuole cambiare il mondo urbano. Smart bugs è una "Insect Farm" con base a Ponzano Veneto (Venezia), costituita da due giovani ragazzi: Pier Paolo Poli (30 anni) e Emanuele Rigato (27 anni), entrambi laureati in Biologia. Il loro obiettivo è riportare le farfalle in città. Il primo kit della farfalla Macaone, nel primo anno ha venduto circa 1000 pezzi online.

MacaKit e obiettivi di Smart Bugs

Nel MacaKit, che costa poco più di 20 euro, c'è tutto l'occorrente: una cupola per l'allevamento del 5° stadio, una cassetta trasparente per lo sfarfallamento (sperando che non siamo noi i primi a sfarfallare); 20 grammi di mangime speciale in polvere; un contenitore per la cottura del mangime; un bicchierino dosatore da 35ml; palettine sterili per la manipolazione mangime; supporti per le crisalidi, stuzzicadenti e una capsula Petri contenente i bruchi.
Pier Paolo Poli, Emanuele RigatoPier Paolo ed Emanuele, chiariscono che questo non è un giocattolo, ma uno strumento educativo e di sensibilizzazione ai temi ecologici e ambientali. Infatti i primi loro clienti sono stati le scuole, oltre alle famiglie. La start up è stata avviata grazie anche ai fondi del Piano di Sviluppo rurale, che ha riconosciuto l'allevamento di insetti come attività agricola finanziabile.
L'obiettivo di Pier Paolo ed Emanuele con questo progetto è quello di popolare le nostre città di farfalle, visto che ce ne sono sempre meno a causa della scarsità di prati maturi e stabili. Naturalmente si può liberare la farfalla senza bisogno di cercare un campo aperto, sarà lei a trovare un posto migliore in cui andare, visto che viaggia per 10 km al giorno (sperando che non se ne vada fuori città).
Un altro obiettivo è legato alla rinascita della filiera della seta, che parte proprio dal Veneto; infatti il mangime e l'abc per partire con l'attività di allevamento dei bachi da seta saranno forniti ai bachicoltori, e l'Associazione italiana Gelsibachicoltura, punta a mille realtà. 
Per i due ragazzi gli insetti rappresentano una risorsa e non un problema da risolvere. Sono anche allo studio delle ricerche per l'utilizzo degli insetti come fonte di proteine per l'alimentazione umana, ma al momento la legislazione italiana è ancora arretrata su questo fronte.
In conclusione posso aggiungere come questa idea, pur essendo semplice, rappresenta un'idea sostenibile finanziabile, si parte da cose semplice e concrete per costruire Progetti Vincenti.

Fonte: Il Sole 24 ore (Barbara Ganz)
 

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